Gioco ed apprendimento

Quelle che seguono sono due pagine del libro

La scuola Facile per Genitori Impegnati

che trattano il gioco

Un altro episodio divertente in cui mi sono trovato in difficoltà
e ho usato il gioco è stato con una lezione di matematica.
Giulia non riusciva a pensare che un problema di matematica
potesse essere un problema di vita reale e che la matematica
non era una materia esoterica e poco pratica come a lei
appariva.
Riempii un cesto di arance (le scelsi per la dimensione) e
giocai con lei al fatto che lei era una fruttivendola. Partendo
dalle arance presenti nel cesto lei doveva sottrarre le arance
che io le comperavo. Lei si divertì, ma non riusciva a trasportare
questo piccolo esempio di vita reale in un’operazione di
matematica semplice sulla lavagna a nostra disposizione.
Aveva 10 arance, ne comperavo 5 quante ne rimanevano?
Giocammo a lungo e io ripetei più volte l’operazione.
Giulia capiva che togliere qualcosa equivaleva alla sottrazione,
ma non riusciva a comporre l’operazione alla lavagna. Aveva
anche una piccola confusione sulla parola problema (inteso
come matematico) poiché sentenziò che lei non aveva
problemi (inteso come personali).
Sembrava una strada senza uscita.
Alla fine le chiesi, prendendo il telefono per farle un video, di
“spiegare ad altri bambini”, come maestra, la sua operazione
alla lavagna usando le arance. La sua capacità di spiegare le
cose dietro la telecamera si impennò. Non so comprendere
quale fu la ragione, ma Giulia alla terza ripresa snocciolò la
teoria e l’operazione perfettamente.
Potrei sviluppare una regola didattica e non sarebbe
inopportuna: quando ci sono delle difficoltà nella seduta,
introduci un intermezzo di gioco
.
Potresti uscirne con grande successo.

COMMENTO DI UNA MAESTRA MAMMA.

Mi ero ripromessa di scriverle dopo il primo libro letto, poi la burocrazia e gli impegni di fine anno mi hanno letteralmente inghiottita. Ora finalmente libera da impegni, il primo pensiero va a lei. Innanzitutto per congratularmi per la sua capacità di raccontare con semplicità e umiltà racconti e pensieri che agganciano il lettore con interesse vivo e costante fino alla fine. Allo stesso tempo è riuscito anche a toccare temi scottanti come conoscenze e competenze. Da insegnante non posso che condividere ogni sua pillola pedagogica. La dispersione scolastica purtroppo nasce proprio dalle lezioni frontali, trasmissive, puramente nozionistiche e impersonali. Ogni bambino invece ha un suo mondo e non può essere dimenticato. Lo stesso vestito non può andar bene a tutti. Ognuno può indossarlo a seconda della propria personalità. E il risultato non può che essere differente. Mi ritrovo da maestra e mamma scontrarmi ogni giorno contro i principi e la realtà. Mi sconforta vedere che si curi poco di mantenere acceso l’ entusiasmo, vero promotore dell’ apprendimento. Mi piacerebbe tanto, una volta rientrata l’ emergenza sanitaria, invitarla nelle classi e organizzare alcuni incontri con gli alunni. Io personalmente lascio liberi i miei alunni di scegliere i libri da leggere, proprio perché vorrei restasse il piacere della lettura e non un obbligo o un compito da eseguire. Sono sicura che lei saprebbe coinvolgerli. Mi ritrovo in molti suggerimenti che ha dato nel suo libro. Con i miei alunni rendiamo ludica ogni esperienza. Il domino delle parole, le ricerche di gruppo, attività manuali, pitture ripetuti, documentari creati da loro, musei con scatoloni.. ecc. Trovo che lei sia una grande risorsa per i bambini che incontrerà, per sua nipote Giulia e per insegnanti che possono trovare in lei terreno fertile per un costruttivo scambio di pensieri e riflessioni. Complimenti davvero per la persona che è …Infinitamente grata per avermi dato la possibilità di conoscerla tramite i suoi scritti. Li conservo con cura e gratitudine. Distinti saluti con immensa stima…Daniela (maestra e mamma)