Un periodo dedicato a loro.

di Donato Salvia

Non amo apparire sui social. Capisco che a volte metterci la faccia possa essere anche necessario, ma a me non piace. Mettere quindi la mia foto con il trucco che mia nipote mi sta abbondantemente spalmando sul viso, mi è costato un po’. Ma l’ho fatto per una buona causa, quello di spiegare un fattore educativo scoperto di recente: il tempo dedicato al bambino – e solo a lui -.

Questo consiste nel dedicare del tempo stabilito al bambino e fargli fare quello che desidera, senza che ci sia della distruzione, partecipando se lo desidera. Il tempo può essere mezz’ora.

Ecco i dettagli di quello che io faccio: dedico del tempo determinato (stabilito in anticipo usando una sveglietta/timer in modo che mia nipote sappia quando finisce) per far fare quelle cose che decide di fare in mia compagnia. È molto utile e risulta in un bambino sociale, che fa meno capricci e in generale più facile da gestire. In aggiunta spalanca la porta alla sua fiducia nei miei confronti.

L’accordo prevede che non si danneggino persone, cose o animali, non permetto l’uso dei video o altri aggeggi elettronici che inibiscono la sua creatività, e ci passo 30 minuti. Questo significa che nessuno mi può interrompere, che il telefono è staccato e che io partecipo come possibile.

Qualcuno potrà rispondermi (qualche madre assillata da mille impegni per esempio) che ai bambini dedica tutta la giornata. Lo si porta a spasso, in palestra (quando c’erano le palestre) o alla festa dell’amichetto, dopo essere corsa a prendere il regalino dovuto e così via.

Senza invalidare gli sforzi di ognuno nel prendersi cura dei bambini, io sto parlando di quel tempo che viene dedicato al bambino e interamente a lui. L’ho fatto dopo averlo letto su un libro, ne ho scoperto l’efficacia e ho pensato di condividerla.

Qualcuno potrebbe vedere in questa idea la sua casa distrutta o la cena sabotata, ma ricordate l’accordo preso sopra: nel tempo dedicato a lui o lei non deve danneggiare alcunché. E poi parte dell’accordo potrebbe essere che siccome voi gli dedicate 30 minuti per fare ciò che vuole, poi farà quello che chiedete voi, e sempre trovando cose che sono per lui/lei contributive e fattibili (far mettere la tavola o mettere a posto i suoi giocattoli o fargli fare un bel disegno per il papà) bilanciate ed inserite il concetto di scambio: tu dai qualcosa in cambio di quello che ricevi.

Qualcuno potrebbe pensare che 30 minuti in una giornata proprio non li ha. Sebbene la cosa possa essere fatta anche a giorni alterni, chiedetevi quanto tempo si spreca avendo un bambino a cui si deve ripetere di andare a lavarsi le mani e venire a tavola o quanto tempo si spreca a pulire lo sporco che ha lasciato in giro?

E ammettiamo che veramente non abbiate il tempo richiesto, considerate questo tempo come del tempo per voi, sì per voi genitori, perché un bambino gentile, collaborativo e felice è quello per cui state facendo gli straordinari al lavoro, le torte e correndo alle feste dei suoi amici.

Un bambino collaborativo e gentile non si farà aspettare la mattina quando siete in ritardo, non vi macchierà con il gelato quando state andando alla festa di famiglia con il vestitino che alle sei di mattina vi siete preoccupati di stirare perché lo adorate e vi farà le coccole quando vi sentite stanchi la sera.

Comunque, non credete a quello che scrivo. Provateci solo per una settimana: dedicate del tempo a quello che loro vogliono fare senza compromessi ed interruzioni. Il risultato lo vedrete da voi.

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